Elementi della poetica artistica di Todd Williamson di Cynthia Penna

ART1307
Artisti
Elementi della poetica artistica di Todd Williamson

La lezione del grande artista americano Mark Rothko e’ stata assorbita ed elaborata da Todd Williamson in maniera mirabile;
i “ campi di colore” o “color fields” monocromi del maestro americano sono stati rielaborati con l’aggiunta di una partitura di linee orizzontali in successione dall’alto verso il basso e da fendenti di luce che si innestano all’improvviso penetrando piu’ la mente che l’occhio di chi osserva.
Linearita’ orizzontale:
l’esigenza interiore di ordine nel sistema di pensiero e nella ricerca pittorica ha condotto Williamson a procedere con una sorta di partitura sulla tela , una sorta di ordito, una trama attraverso cui leggere l’opera.
Come le partiture musicali ordinano i suoni trasmutandoli dal caos indeterminato di semplici rumori, in melodia, cosi’ W., attraverso le linee orizzontali, fornisce al puro colore un ordine visivo ed emozionale.
Il colore gettato sulla tela, come quello della tradizione americana dell’action painting di Jackson Pollock non soddisfa l’interiorita’ di W. in quanto lo induce ad una sensazione di caos che non e’ nelle sue corde.
Le linee sono una trama leggibile della interiorita’ dell’artista e della sua emotivita’.
Le emozioni non devono essere caotiche; e non devono indulgere a concetti di disordine e distruzione: piuttosto devono essere organizzate, non certo per schemi precostituiti, ma per avanzamento nella ricerca dell’emotivita’ universale.
Le linee conferiscono movimento, tridimensionalita’, tramatura e organizzazione del pensiero e della emotivita’. Sono un vero e proprio “sistema” di lettura dell’opera d’arte e di cio’ che sta dietro ad essa.
Nel contempo esse si dipanano fino a travalicare lo spazio angusto del quadro, e poi della stanza, e poi della citta’ e poi del mondo in una proiezione di se stesse verso un infinito universale. Proiezioni o espansioni della mente piu’ che di materia verso l’universalita’ del comune sentire. Orizzonti mentali piu’ che fisici che travalicano il contingente per spaziare dall’interiorita’ individuale verso una emotivita’ universale.
W. nelle sue opere ha in mente orizzonti piu’ vasti dell’Io. E guardando e penetrando le sue opere ci sovviene una frase di Sironi che sembra calzante e penetrante:” Anche se noi non fossimo, l’universo sarebbe eterno, la materia sarebbe eterna........”.

In tale contesto si innesta il fattore luce che come dice Rothko “e’ l’emotivita’ che succede al mito”.
Attraverso la luce si esprime l’emotivita’ in quanto alcune specifiche emozioni sono associate ad effetti di luce.
La luce contiene in se’ un potenziale drammatico ed emotivo e solo la luce puo’, in senso pittorico, rappresentare l’emotivita’ tra esseri umani intesa come: interazione, compartecipazione, empatia.
La poetica di W. sta tutta nella interazione di emozioni individuali tra esseri che, interagendo tra loro, si uniscono poi nell’universalita’ di un comune sentire.

La linea orizzontale con cui si declina tutta la ricerca stilistica di T.W. e’ significativa di un movimento estetico che trae le sue origini dai “color fields” del grande artista americano M. Rothko e che ha improntato di se’ un’intera generazione di pittori non solo in ambito americano, ma internazionalmente.
In un mio recente scritto su W. in occasione della sua personale “Orizzonti” svoltasi a Napoli nel Febbraio scorso, ho avuto modo di porre l’accento su questo orizzontalismo sovrapposto al campo di colore monocromo, paragonandolo ad una sorta di partitura musicale che dal caos indeterminato dei suoni e del mero rumore, conduce alla melodia. Allo stesso modo W. ha bisogno di far convergere ed ordinare la sua istintivita’ in una sorta di tramatura che lo induca a focalizzare piu’ che a disperdere la sua emotivita’ e il suo interiore sentire.
La trama, la partitura, o, anche se si vuole, la griglia, non sono qualcosa che costringe, comprime, o impedisce la proiezione delle emozioni, bensi’ soltanto momenti di “organizzazione” e di focalizzazione.
Il caos indiscriminato del puro colore lasciato libero e “confuso”, viene organizzato attraverso la ripetizione di linee orizzontali che sembrano comunque travalicare la tela stessa e invadere i muri attorno e poi oltre in una proiezione esistenziale estesa ad un infinito universale.
Il groviglio emozionale che l’uomo porta dentro di se’ e’ parte ineluttabile dell’esistenza e percio’ stesso deve essere “ordinato e focalizzato” per dare senso all’esistenza stessa.
Il fondo monocromo delle opere di W. sembra pero’ contenere significati ulteriori; dal fondo emerge sempre un qualcosa: un messaggio, un contatto, un’ombra, un’entita’. Un sospiro, un tocco nel quale intravedere e cercare la propria interiorita’ , il proprio vissuto, la propria intimita’ emozionale.
Le ombre sono presenze di noi stessi aggettate sulla tela e riversate di nuovo su di noi in un rapporto di interscambio emozionale tra l’artista, l’opera e lo spettatore.
Nelle sue opere c’e’ sempre qualcos’altro da scoprire, un leggere”oltre”, un andare al di la’ delle apparenze che provoca irrimediabilmente una reazione emotiva e passionale. Nelle sue opere c’e’ passione, c’e’ intensita’ sentimentale e in cio’ W. e’anche un “provocatore” se per provocazione si intende la capacita’ di spingere l’emotivita’ ad esternarsi liberamente.
La sua ricerca pittorica e’ anche e soprattutto focalizzata sulla luce: la linea orizzontale non rimane costretta in un geometrismo fine a se stesso perche’ viene fusa ed esaltata dalla luce che pervade tutta la tela attraverso fendenti a volte anche violenti.
Elemento lineare e elemento coloristico vengono magistralmente mescolati e fusi dalla luce con accenti di intenso lirismo.
La tessitura della trama non impedisce alla luce di penetrare, di inondare, di esaltare: anzi e’ la stessa trama che si fa luce: una sorta di energia emergente, che con andamento “regolato e composto” pervade la tela, le conferisce ritmo e conduce l’opera come una direzione d’orchestra occulta, la fa pulsare, vibrare e le da vita.
O piuttosto le da “musica”,quella musica a cui W. si ispira costantemente nelle sue composizioni pittoriche sulla scorta della lezione Kandiskyana: una musica che e’musica interiore di chi ha colto il giusto bilanciamento tra raziocinio e passione.
La sua opera e’ in definitiva “la melodia delle emozioni”, la musica della passione.





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Todd Williamson