CYRILLE MARGARIT: Digital Evidences di Cynthia Penna

ART1307
Cynthia Penna
CYRILLE MARGARIT: Digital Evidences

Il mezzo è il digitale perché le foto sono ormai tutte in digitale; col computer si manipola e si trasforma la realtà.
Attraverso il computer la realtà diventa sogno e il sogno diventa una nuova realtà reinventata e differente.
Il digitale permette di passare dal figurativo all’astratto sulla medesima base di partenza; è il figurativo che si fa astrazione, la realtà che vira verso l’astrazione e diviene sogno. Quindi nel digitale il sogno è realtà.
Il mondo del reale viene sperimentato e vissuto sotto sfaccettature diverse, sotto altre luci; si mostra il sogno contenuto nella realtà; le altre possibili realtà, le moltitudini di “ realtà “ diverse.
Un corpo umano diviene macchia, colore, emozione pura; un grattacielo di New York si incendia in un fuoco morbido e caldo che non scotta, che non ha nulla di pericoloso o mortale. E’ solo un “altro “ Empire State Building .
Una Ferrari che sfreccia al Gran Premio di Monaco non è solo il mito che tutti vediamo e conosciamo; è un soffio, uno stridio, un urlo, movimento puro, movimento dell’anima, moto del tempo, l’espace d’un matin. E’ il sogno.
“Evidences” in inglese significa “ prove “ di un processo o di un discorso. Prove di realtà che ci circonda. Quello che viene riprodotto dal mezzo fotografico è realtà.
In francese infatti significa “ evidente “ vale a dire sotto gli occhi di tutti: reale.
Per Cyrille Margarit la realtà è quella che si vede e si fissa attraverso un obiettivo. Tutto il mondo che ci circonda e che viviamo è lì dentro; un occhio magico indagatore che mette a nudo noi stessi e tutto ciò che ci capita a tiro.
Da lì la realtà non può sfuggire. E’ l’evidenza,
Ma vi è un “ ma”, una domanda, una sfida più che altro: “ ma è veramente tutto e solo quella la realtà? “ e se fosse anche qualcos’altro, qualcosa che sta al di fuori della mera percezione visiva e sensoriale? Perché non provare ad andare “ oltre “, a stravolgere quella realtà per farla divenire sogno? Per vedere cosa c’è dietro la facciata, dietro l’angolo? Sperimentare un mondo diverso per arrivare non si sa dove, alle radice dell’essere o al di là dell’essere stesso?
Da qui parte, nella ricerca di Margarit, la fusione tra “digital” ed “evidences” che diventa una nuova forma di figurazione o una pura astrazione.
E Margarit gioca con figurazione e astrazione in modo nuovo su un supporto di alluminio dove le fotografie non vengono incollate, ma vengono direttamente impresse con una tecnica totalmente nuova.
La luce non è più quella proveniente dal quadro, dal chiaroscuro pittorico, ma viene colta direttamente dal mondo esterno; è la luce del sole, del giorno che interagisce direttamente con il supporto di alluminio dandogli nuances e modulazioni differenti.
Una tecnica nuova, una nuova sperimentazione sui materiali per esprimere un modo di sentire, un mondo che è quello tutto particolare di Cyrille Margarit.
Un sognatore, uno dei pochi e degli ultimi rimasti !
Un senso estetico il suo, fatto di istinto puro, che scaturisce inconsciamente dalla sua anima.
Tutto è giocato su un ideale di bellezza che è prima di tutto bellezza interiore, è scavo nell’animo umano, è un atto di amore.
Solo su una base di tal genere si può costruire un “Artista” ; sull’istinto, sulla delicatezza , sulla purezza .
Cyrille riesce ad essere tutto ciò, riesce ancora a meravigliarsi di fronte al mondo, alla sua bellezza, alla sua magia.
Riesce ancora ad emozionarsi di fronte ad un paesaggio o al volto di un bambino.
Fino a quando avremo esseri umani capaci di provare ancora e nonostante tutto sentimenti di tal genere, avremo ancora e fortunatamente “Artisti”.
Cyrille è uno di questi.

Margarit esporrà le sue opere in una personale nel mese di Febbraio 2007 presso l’Hotel Ancora di Cortina d’Ampezzo.

di Cynthia Penna Simonelli
 



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Pubblicato su: Arte Incontro in Libreria. Trimestrale di attività artistico-culturale.