ABBAMONDI - CIANNELLA Catalogue About life - Life di Cynthia Penna

ART1307
Cynthia Penna
ABBAMONDI - CIANNELLA Catalogue About life - Life

Scomodiamo solo per un momento la letteratura di inizi ‘900 e precisamente il testo “Il Fanciullino” di Giovanni Pascoli: "È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi [...] ma lagrime ancora e tripudi suoi"… (Giovanni Pascoli: Pensieri e discorsi, 1907) .
Potrebbe sembrare anacronistico oggigiorno rifarsi ad una letteratura antica di un secolo, ma non è affatto così e vedremo perché. Basti soltanto pensare che se stiamo parlando di Poesia (quella somma e universale), ci addentriamo immediatamente nel mondo dell’arte che non è riducibile e riconducibile soltanto ad un determinato lasso temporale. Qui si parla di assolutezza e a-temporalità, di universalità.
Ritorniamo al Fanciullino: Esiste un qualcosa nel profondo del nostro Io che guarda al mondo e alle cose con “naturalezza”, immaginazione, scoperta, sensibilità, autenticità, in una parola: emozione.
"la poesia, in quanto è poesia, la poesia senza aggettivo, ha una suprema utilità morale e sociale", perché fa riconoscere la bellezza anche in cose umili e vicine, placando "l'instancabile desiderio" e appagando un'ansia di felicità destinata altrimenti a restare vana” (Giovanni Pascoli: Miei pensieri di varia umanità, 1903).
Il Fanciullino pertanto si pone nell’universo pascoliano piuttosto come una metafora relativa alla capacità di conoscenza e all’approccio morale che la poesia dovrebbe infondere e perseguire.
Sostituiamo per un istante e per mera e semplice trasposizione l’idea della “poesia pascoliana” con l’arte in sé e il senso, la funzione, la “moralità” , l’approccio conoscitivo che essa contiene e infonde e ci ritroviamo nell’universo ideale e di ricerca dei due artisti Abbamondi e Ciannella e nel messaggio contenuto nella loro….poesia.
Parliamo della vita: LIFE, la vita vista da un’altalena oppure l’altalena come emblema della vita.
Il senso dell’installazione site specific dei due artisti è proprio contenuto in questa figura, in questo oggetto che diviene immediatamente simbolo di messaggi , caricato di senso.
Equilibrio, gioco, infanzia, sogno, leggerezza, fragilità, immaginazione, libertà, condizionamenti, razionalità.
Tutti elementi che contengono in sé i loro rispettivi “opposti” con i quali si interfacciano, si scontrano e comunque fanno i conti.
Life come crogiuolo di potenzialità personali e universali al contempo, espresse o celate o frustrate o perseguite.
Life come “ leggerezza” dell’esperienza positiva del vivere che fa da contrappunto alla pesantezza della negatività: l’altalena con i palloncini che “scavalca “ la montagna di cemento e roccia…! un atteggiamento del “fare” piuttosto che dell’attendere gli eventi e le cose; una vitalità dell’agire, che è anche tensione di scoperta, in maniera da determinare e non farsi determinare dagli eventi. Il suo contrario, non è altro che pura “afflizione” connotata da un senso di passività e attesa; assenza di determinismo sulle cose.
L’installazione dei due artisti è una magnifica metafora delle potenzialità personali e comuni , delle molteplici capacità umane perseguite attraverso un atteggiamento positivo e fattivo rispetto alla vita.
Ma Life è anche memoria, scavo nella propria identità. Un uomo senza passato, senza retaggio, senza storia personale e collettiva, senza tradizione non può agire e non può determinare la propria vita.
Life come rapporto col “tempo”, come posizionamento dell’essere in un qui e adesso, in un rapporto spazio/temporale col mondo. Storia come successione di attimi , accumulazione di eventi ed esperienze, sedimentazione di queste esperienze all’interno del sé. Che sia personale o collettiva la Storia determina il futuro perché prende dal passato, elabora il presente e lo concede al futuro in una sorta di circolarità di successione di istanti. Il tempo, la Storia sono come un’onda: l’onda marina che tutto travolge e trascina, e l’onda sonora avvolgente , ritmica e inarrestabile.
Dal “cemento” della vita si distacca un palloncino : aria lievissima che nella sua leggerezza riesce a trascinare in alto l’altalena al di sopra e al di là del muro di cemento. Ma cosa c’è al di là di quel muro, di quel masso? Cosa c’è che valga la pena di ergersi così in alto, così pericolosamente instabili ?
Ritorniamo a Pascoli e ai suoi “brividi”, “lagrime” “tripudi” del fanciullino: cosa c’è al di là del muro? tutto e nulla : tutto per un animo purificato che può accedere alla “Bellezza” ; tutto per un animo aperto che accoglie la semplicità e l’umiltà della “Bellezza”. Ma il valore di questa “bellezza” non è altro che conoscenza: rapporto lineare e autentico col tempo, con la natura, con l’altro essere umano.
Se un messaggio si vuole cercare nella metafora dell’altalena è proprio quello di una tensione verso un animo che sappia elevarsi al di sopra del cemento, del masso, della pesantezza dell’esistenza per conoscere in maniera autentica ciò che lo circonda; per cogliere, attraverso sensibilità e attenzione, proprio quei “tripudi” e gioie e “brividi” di pascoliana memoria e quell’ansia di felicità che è ansia di creazione e che può placarsi solo nella poesia e nell’arte .



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Pubblicato su: About life - Abbamondi e Ciannella Catalogue