DANIEL MARCHI: L'Astrattismo tra Francia e America di Cynthia Penna

ART1307
Cynthia Penna
DANIEL MARCHI: L'Astrattismo tra Francia e America

Daniel Marchi è un’artista istintivo: getta la sua palette di colori forti e intensi sulla tela affidandosi alla sua gestualità; il gesto viene dettato solo dall’istinto; la mente conduce la mano in maniera libera e avulsa da costrizioni ideologiche. C’è istinto, c’è creazione, c’è libertà di esecuzione. Marchi è sempre stato un uomo profondamente libero, fuori dagli schemi; ha difeso la sua libertà in maniera totale anche rispetto e contro le richieste del mercato.
E’ artista puro, come puro è l’uomo con la sua sincerità disarmante e con l’istintualità che lo conduce anche nella vita.
Non vi sono superfetazioni e ideologismi né nella sua vita né nelle sue opere. Marchi non può essere neanche “costretto” in categorie pittoriche specifiche perché anche queste gli stanno strette e lo obbligano in schemi e canoni che egli ha sempre rifiutato nella vita come nell’arte.
Dalle sue opere traspare un profondo e voluttuoso desiderio di vivere, un amore per la vita reso attraverso l’esplosione di colori forti, violenti, mai scialbi.
L’esperienza americana lo ha forgiato stilisticamente conducendolo verso un’espressività quasi selvaggia come selvagge sono le praterie e i deserti americani.
La durezza e la drammaticità dei suoi blu rispecchiano la durezza e potenza dei ghiacciai dell’Alaska; il fuoco dei suoi rossi e dei suoi ocra, la violenza del deserto dell’Arizona, o quella dei vulcani delle Hawaii.
La forza delle sue opere è piuttosto quella che si ritrova nella Natura : è potenza e forza dirompente di fenomeni naturali ; egli non vuole colpire , ferire o pugnalare lo spettatore; non vuole catturare lo sguardo a tutti i costi, attraverso una drammaticità e una violenza espressa e banale; vuole piuttosto esprimere un istinto quasi selvaggio e quanto mai “naturale” e lo fa attraverso il puro colore e la matericità delle sue tele.
La sua pennellata spessa, carica di vernice e di olio, lo spessore di materia lasciato sulla tela vuole ricordare le corposità, le masse volumetriche, la maestosità della Natura, soprattutto di quella americana a cui lui è rimasto legato non solo nel ricordo ma nell’istinto.
Ed infine la luce, sempre presente e potente nelle sue opere, è quella che si ritrova in due soli posti al mondo: i plateaux del New Mexico e la Provenza quando soffia il Mistral. Una luce che una volta assaporata ti segna e ti marca per tutta la vita; colpisce gli occhi, la mente e il cuore con una sferzata di vitalità dirompente che è l’ anima profonda di Daniel Marchi.
E’ in mostra alla Galleria Oltre il centro di Sarteano fino al 30 Luglio 2006.

di Cynthia Penna Simonelli
 



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Pubblicato su: Arte Incontro in Libreria. Trimestrale di attività artistico-culturale.